Il cavallo Maremmano Tradizionale Laziale, forte, volenteroso, veloce e scattante nei movimenti. È una delle razze italiane che si presta in modo eccellente al lavoro, aiutando in modo fondamentale il suo cavaliere: il buttero, personaggio che esiste fin dai tempi più antichi.

Il buttero, era ed è colui che teneva unita la mandria, facendo in modo che non si disperdesse durante le transumanze, per poi continuare a controllarla durante la stagione del pascolo. Questa figura di uomo, ormai è divenuta rarissima; oggi ci sono molti "cavalieri della domenica", che si cimentano per gioco, in finte esercitazioni di questo mestiere, che sembra facile, ma non lo è affatto.

Il cavallo è diventato un "hobby", non tenendo più conto che è un essere vivente, che pensa, ha dei sentimenti, stati d'animo, paure e fragilità, che vengono spesso ignorati da coloro che non riescono a capirli ed apprezzarli!!


Un bravo allevatore è in grado di distinguere, fin dai primi giorni di vita di un puledro, con le giuste qualità che ne faranno un ottimo cavallo da sella, uno stallone oppure una fattrice, tenendo in considerazione tutte le giuste forme, per far si che il vero standard della razza non vada perso. Una volta individuato il soggetto idoneo per farne un buon esemplare da sella si aspetta con pazienza che arrivi a due anni e mezzo, tre anni per iniziare la doma. La cosa importante da tenere presente quando si inizia il lavoro. È quella di far si che l'animale non si senta violentato psicologicamente, ma farsi accettare con la massima calma e con i giusti tempi, fargli capire che non sei un nemico.

Purtroppo, all'inizio, in alcuni casi occorre l'uso del lazzo. Bisogna saperlo tirare e saperlo gestire per poi passare alla cavezza, passaggio importante per portare il cavallo ad avere il primo contatto fisico con l'uomo, tutto ciò cercando sempre di non strapazzarlo troppo.

Una volta che l'animale impara a fidarsi, si inizia la scuola vera e propria, insegnandogli a girare nel tondino e portandolo al palo centrale. Si passa poi alla bardella! (sella maremmana utilizzata dai butteri). E' importante fargliela conoscere e fargli capire che non è una cosa pericolosa, stando attenti e non dimenticando mai che per lui sono tutte cose nuove e quindi potrebbe avere delle brusche reazioni. Ovviamente il cavallo al momento che si sente stretto da fibbie e cinte (che fanno si che la sella rimanga ben salda sulla sua schiena) sgroppa, tentando di sbarazzarsene.



Sta a noi con la giusta pazienza fargli accettare nel miglior modo questa "nuova vita", tranquillizzandolo con carezze e dolci parole al momento giusto, insegnandoli a lavorare un po' alla volta, giorno dopo giorno. Man mano che passa il tempo ci si conosce sempre di più e si acquista maggiore fiducia da entrambe le parti, fino al momento di montare in sella.
Questo, come gli altri, è un momento delicato e pericoloso, dove non sono ammessi errori; ci saranno sgroppate rischiose e per ciò il domatore deve mantenere i nervi ben saldi e deve essere in grado di restare in sella fin che lo spirito di ribellione non si plachi … bisogna avere coraggio, forza e una elasticità fisica non indifferente !!!

Una volta che il cavallo si rassegna ed impara ad accettarti si instaura una sorta di complicità, ed è così, arrivati a quel punto, che è pronto ad imparare i segreti per diventare un ottimo cavallo sbrigliato. Sarà in grado di seguire la mandria e di lavorare da professionista.
Un lavoro ben fatto si vede quando, il cavallo non teme il suo cavaliere, anche se in parte, gli ho tolto la libertà. Lo accetta con serenità, andandogli incontro quando lo chiama e abbassando la testa per farsi mettere la cavezza, quella corda che in fondo lo ha portato via dal suo branco e che gli ha fatto conoscere un "mondo nuovo" … diverso ma che con le giuste persone alla fine non è tanto brutto.
E' questo quello che conta, capire che la doma per quanto dura sia è stata fatta nella giusta maniera, tenendo conto della sensibilità di questi animali, che bisognerebbe apprezzare di più e dargli il massimo del rispetto, per tutto ciò che hanno dovuto imparare per portarci a cavallo! A Ponzano romano, da Manlio Fani, è ancora possibile vedere ed imparare quest'arte antica che sta scomparendo, essendo uno dei pochi bravi domatori rimasti.
Proprietario di questi straordinari animali, domatore da tre generazioni, ha tutte le qualità e le attenzioni adatte per questo lavoro e soprattutto ha la vera passione che gli permette di portare avanti questo antico mestiere che ormai pochi ragazzi vorrebbero provare ad imparare.

 

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La mandria
stallone in doma